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Il sistema di notazione musicale

I Greci furono il primo popolo, per quello che ci è dato sapere,  che abbia sviluppato un preciso sistema di notazione musicale. Nell’ Introduzione alla musica di Alipio sono contenute le tavole illustrative di due sistemi: il primo, strumentale, detto krusis, utilizza le lettere dell’ alfabeto fenicio, poste in posizione normale, orizzontale e rovesciata, per indicare le note e le rispettive alterazioni; il secondo sistema, vocale, detto lexis, si avvale invece delle lettere dell’alfabeto ionico, in gruppi di tre, con analoga funzione, con l‘aggiunta di segni sussidiari per i suoni oltre l‘ottava che poteva essere compresa nelle ventiquattro lettere. Il valore delle alterazioni cambia però secondo il genere, rendendo più complessa l’interpretazione. Al di sopra delle lettere dell’alfabeto ionico troviamo poi i segni di durata: infatti a partire dal IV secolo circa era divenuta sempre più frequente la dissociazione della durata della nota dal sistema metrico dei versi. Fu così necessaria un’ulteriore simbologia per indicare una lunga di due tempi (makrà dìchronos),  = ; di tre tempi (makrà trìchronos) = .; di quattro tempi (makrà tetràchronos) = .; di cinque tempi (makrà pentàchronos) =

Va ancora specificato che noi siamo in grado, in questo modo, di stabilire con certezza la durata e la distanza delle note, ma rimane solo congetturale il valore assoluto fissato per la nota stessa.

Per avere un esempio di trasposizione sul pentagramma di un documento di musica greca si prenda in considerazione il cosiddetto Epitaffio di Sicilo, il cui testo ci è pervenuto integro, compresa la notazione musicale posta sopra le parole.

Si tratta di un breve testo, databile II-I secolo a. C., iscritto su una pietra tombale con notazione vocale. 

Ecco il testo così come ci è pervenuto:

I quattro versi possono essere resi in italiano in questo modo:
Finché vivi, risplendi
E non addolorarti affatto,
per un breve momento è il vivere,
il tempo reclama il suo compimento.

Si tratta di un brano di genere diatonico al modo frigio.

L’intervallo di quarta del tetracordo, cioè, si ottiene qui con distanza rispettivamente di tono, semitono, tono. I due tetracordi disgiunti formano l’ottava completa. Utilizzando come valore assoluto della prima nota il mi, avremo la seguente scala discendente:

mi - re - do diesis - si //  la - sol - fa diesis - mi.

Il valore delle lettere dell’alfabeto ionico, secondo il sistema di notazione vocale, corrispondente alle note della scala sopra descritta, risulta essere il seguente  (tenendo conto che in questo caso l’alterazione è indicata dalla prima lettera del gruppo triadico, la nota senza alterazioni dalla terza e con l‘aggiunta di un segno sussidiario per il mi grave):

 

Per quanto concerne la durata, essa può essere determinata con esattezza grazie ai segni di superallungamento cui si è fatto cenno, dal momento che essa non corrisponde più alla quantità breve e lunga di ciascuna sillaba. Nel caso di questo documento si arriva fino a valori di tre tempi. Il tempo che si ottiene è di sei ottavi. Si noti anche come su una sola sillaba potevano essere collocate più note (in questo caso fino a tre).

Le indicazioni fornite ci consentono la trascrizione sul pentagramma del brano e la sua esecuzione