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L’insegnamento individualizzato

Sembra quindi che, per arrivare a una scuola realmente formativa per gli alunni e in grado di soddisfare i dettami costituzionali, sia indispensabile un’azione didattica molto differenziata. A tale scopo è necessaria un’organizzazione dell’intero sistema scolastico articolata e flessibile la quale inevitabilmente comporta una rivoluzione culturale che in prima linea riguarda il modo di essere e di pensare degli insegnanti.

Non è a caso che di questi argomenti si parli negli ultimi tempi a ritmi più serrati rispetto al passato. L’individualizzazione dell’insegnamento è oggetto di studi teorici e sperimentali da tanti anni, ma oggi è diventata di stretta attualità perché, finalmente, essa può essere programmata e calata nella realtà scolastica. Il motivo è dato dal famoso D.P.R. 275/99, noto come Regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Per la prima volta nella Legislazione italiana si permette alle singole scuole di proporre ai propri utenti un percorso didattico diversificato e unico. L’articolo 4.2 del Regolamento è quello che consente la flessibilità didattica più totale perché, pur elencando alcune forme di essa, lascia aperta la possibilità alla realizzazione di molte altre. Tale articolo viene integralmente riportato perché il suo contenuto è rivoluzionario:

Nell’esercizio dell’autonomia didattica le istituzioni scolastiche regolano i tempi dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. A tal fine le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune e tra l’altro:

a) l’articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività;

b) la definizione di unità di insegnamento non coincidenti con l’unità oraria della lezione e l’utilizzazione, nell’ambito del curricolo obbligatorio di cui all’articolo 8, degli spazi orari residui;

c) l’attivazione di percorsi didattici individualizzati, nel rispetto del principio generale dell’integrazione degli alunni nella classe e nel gruppo, anche in relazione agli alunni in situazione di handicap secondo quanto previsto dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104;

d) l’articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso;

e) l’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari.

Se si pensa alle conseguenze che un’organizzazione basata sulle flessibilità proposte dal Regolamento può portare in una scuola, c’è da mettersi le mani nei capelli. Le resistenze e le più fantasiose obiezioni all’applicazione del Regolamento, relativamente a questo punto, ognuno di noi le conosce per averle sentite proclamare dai colleghi, o forse perché le ha addirittura inventate!

In concreto, come fare per impostare un’azione didattica che dia la possibilità di individualizzare gli insegnamenti rivolti ai singoli alunni?

La diversità degli alunni, più volte citata, ha origine già a livello genetico, ma è destinata ad aumentare con il trascorrere del tempo a causa delle influenze socio-culturali degli ambienti in cui essi vivono e sviluppano la propria personalità. Non bisogna dimenticare che, accanto agli alunni che presentano quelle differenze che possono essere giudicate fisiologiche, esistono anche ragazzi che presentano diversità più oggettive, dovute a un handicap o a uno svantaggio.

Il modello proposto prevede la programmazione di tre diverse tipologie di percorsi didattici:

— quelli flessibili, che vengono sviluppati per far raggiungere a ogni alunno gli obiettivi comuni programmati per tutti;

— quelli diversificati, che si adottano per venire incontro alle esigenze degli alunni handicappati e/o svantaggiati;

— quelli aggiuntivi, che meglio permettono di valorizzare le identità personali dei singoli alunni e quindi tengono conto anche di quelli più dotati intellettivamente.

Ieri e oggi
La situazione attuale
Il pieno sviluppo degli individui
L’insegnamento individualizzato
I percorsi didattici flessibili
I percorsi didattici diversificati
I percorsi didattici aggiuntivi




Gli interventi didattici differenziati
Ieri e oggi
La situazione attuale
Il pieno sviluppo
   degli individui
L’insegnamento
   individualizzato
I percorsi
   didattici flessibili
I percorsi
   didattici diversificati
I percorsi
   didattici aggiuntivi