
Comunicazione e apprendimento
Esistono complesse teorie sull’apprendimento le quali hanno messo in luce come esso sia strettamente legato a un notevole numero di fattori che lo condizionano o ne costituiscono aspetti importanti, quali, per esempio, l’interesse, il bisogno, l’aspettativa, la motivazione, l’interazione, l’attenzione, la memoria, le capacità, la gratificazione.
L’insegnante che vuole promuovere l’apprendimento dei propri alunni più riesce a far leva sui fattori ora esposti, più riesce a ottenere buoni risultati.
Fra i fattori che condizionano l’apprendimento, si è citata la memoria, un fenomeno complesso che sembra essere fortemente influenzato dalle percezioni sensoriali attraverso le quali l’uomo viene a contatto con la realtà esterna. Studi accurati hanno dimostrato che la quantità di nozioni apprese dipende dal tipo di stimolo ricevuto, in base al quale le percentuali memorizzate sono le seguenti:
| leggere | fa conservare |
il 10% | dei dati ricevuti |
| ascoltare | | il 20% | |
| vedere | | il 30% | |
| vedere e ascoltare | | il 50% | |
| ascoltare e discutere | | il 70% | |
| ascoltare e fare | | il 90% | |
Dai dati della tabella si capisce intuitivamente che nella scuola tradizionale il processo di apprendimento (ascolto e lettura) è estremamente inefficace. Basterebbe solo questa constatazione per convincere l’insegnante a ricorrere a metodi diversi di trasmissione del sapere che non siano la spiegazione dalla cattedra e l’uso dei manuali per lo studio extrascolastico degli allievi.
La nuova didattica consiglia infatti di utilizzare attività, materiali e strumenti che aiutino l’alunno a raggiungere gli obiettivi programmati.
Storicamente, con il passare del tempo, vi è stata un’evoluzione nell’uso e nel significato che si è attribuito ai diversi mezzi didattici. A grandi linee è possibile individuare quattro momenti storici, dominati ognuno da una tipologia di mezzi didattici; il passaggio da una fase all’altra ha sempre comportato una specie di rivoluzione culturale.
La scuola è nata come scuola della parola, per cui si è basata per centinaia e centinaia di anni sul rapporto interpersonale, sul dialogo, sulla retorica. La forma di comunicazione era personale, spesso guidata dalle emozioni del singolo e legata al momento particolare.
Con il diffondersi della stampa il libro è diventato il cuore della didattica. La comunicazione si è modificata perché il libro prevede un’esposizione più lineare rispetto alla parola, deve avere una coerenza in ogni sua parte e uno sviluppo analitico degli argomenti.
Lo scrittore, poi, non può tenere conto di tutti i lettori futuri, per cui la sua comunicazione è spesso asettica e quindi poco emotiva. D’altra parte, una volta scritto, il libro vive una sua vita autonoma e subisce infinite interpretazioni da parte dei lettori, ognuno dei quali spesso lo intende in maniera completamente diversa da quella dello scrittore. Questo significa che un testo scritto contiene nel suo interno un che di ambiguo che dà adito a mille interpretazioni.
Negli anni Cinquanta, con l’ingresso della televisione nelle case, si è accresciuta l’importanza della percezione visiva rispetto a quella offerta dalla comunicazione orale e/o scritta; da qui il progressivo diffondersi di una serie di mezzi che porgevano in modo visivo e/o audio il materiale didattico: le diapositive, i videoproiettori, i lettori di cassette.
L’avvento delle tecnologie informatiche ha introdotto un modo diverso di comunicare, spingendo l’uomo a organizzare diversamente il suo stesso modo di pensare. Il computer non prevede alcunché di implicito, l’ambiguità è fuori legge, la comunicazione deve essere puramente formale, precisa ed esatta. Il lessico è più ristretto rispetto a quello del libro e la sintassi deve essere ben strutturata. Non vi è spazio per le emozioni o per qualsiasi sentimento.
I mezzi didattici sono di vario genere; una classificazione di quelli più diffusi nelle pratiche didattiche è la seguente:
| immagini statiche | cartelloni, grafici, quadri, fotografie lavagna luminosa diaproiettore |
| immagini cinetiche | videoregistratore |
| comunicazione scritta e/o orale | libri (manuali scolastici) lavagna nera lettore di audiocassette |
| confronto con la realtà | visite guidate modelli reali e/o simulati |
| nuove tecnologie legate all’uso del computer | programmi di scrittura programmi di grafica ipertesti reti informatiche |
Ognuno dei mezzi elencati prevede che la mente attui percorsi diversi e si avvalga di strutture appropriate, per cui la scuola non deve privilegiare l’uno rispetto all’altro perché tutti contribuiscono in un qualche modo alla crescita umana; il problema sta nel trovare il giusto equilibrio fra essi a seconda dell’età degli alunni e dei percorsi scolastici.
Comunicazione e apprendimento
Le immagini statiche
Le immagini cinetiche
La comunicazione scritta: i manuali scolastici
La comunicazione orale e scritta: la lavagna nera
La comunicazione orale: il lettore di audiocassette
Il confronto con la realtà esterna
Le nuove tecnologie
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