Francesco Chiappinelli, Impius Aeneas, Bonanno, Napoli, 2007
Il volume di Francesco Chiappinelli, docente emerito di latino e greco del liceo
Vico di Napoli, è di istruttiva e gradevole
lettura, ben documentato.
Si prende conoscenza di una tematica quasi del tutto ignota anche agli addetti ai
lavori, appunto quella dell'impius Aeneas, Enea "traditore" di Troia.
I due filoni
storico-interpretativo contrapposti, sulla colpevolezza o innocenza di Enea, nascono dalla mitica rivalità tra la linea dinastica
di Anchise e quella di Priamo: a quella rivalità si ricollegano le grandi
profezie sulla stirpe di Enea contenute nell'Iliade e nell'Inno a Venere,
piegate poi da Virgilio a significare la fondazione della stirpe romana.
Effettivamente, la fortunosa fuga di Enea da Troia in fiamme era tale da giustificare qualche
sospetto presso i posteri (si potrebbe aggiungere, ai testi citati da Chiappinelli, anche l'episodio narrato nel II libro dell'Eneide,
in cui Enea e i suoi vestono le armi dei Greci per passare indenni attraverso
le schiere nemiche durante il sacco di Troia).
Degna di nota, fra l'altro, è la circostanza che due autori della stessa epoce e parte politica, Lutazio Catulo e Sisenna, aderiscono a
due tesi contrapposte circa la fuga di Enea, indizio che agli inizi del I
secolo a.C. si deve essere realizzato uno snodo politico-letterario importante
circa la valutazione della figura di Enea.
Molto interessanti i testi pseudoepigrafi citati, generalmente poco conosciuti, di Ditti cretese e di Darete frigio, di cui mancano
ancora serie edizioni critiche.
Uno sforzo ponderoso è stato effettuato dall'autore per rintracciare la tematica nei
testi medioevali fino a Dante.
Paolo Cutolo