A proposito di una collana di testi latini
Exemplaria. Collana di autori e testi latini, di Giulia Colomba Sannia, Napoli, Edizioni Simone per la scuola
L’insegnamento del latino, come tutto ciò che
appartiene alla cultura tradizionale, è sottoposto oggi ad una serie di
fortissime pressioni, che arrivano dalla società civile e che i Ministeri in
qualche modo cercano di convertire in schemi di orari e programmi scolastici.
Si sono da poco dileguati i fantasmi di un forte
ridimensionamento dello studio del latino nei licei, evocati da boatos incontrollabili, ma che comunque
nascevano dalla percezione diffusa di un problema, che potremmo sintetizzare
con un’espressione vulgata, ma efficace nella sua sintetica brutalità:
“Perché imparare il latino?”.
A questa domanda, che aleggia nelle aule scolastiche,
potremmo rispondere con un aneddoto raccontato dal filosofo greco Eliano. Solone, avendo udito dal nipote una canzone di Saffo, volle
che il fanciullo gliela insegnasse. E avendo uno dei convitati chiesto perché
mai: “per morire dopo averla imparata”, rispose1 .

Tuttavia, pur presupponendo come dato di fatto
inoppugnabile l’importanza del latino per l’istruzione (attenzione a non
confondere l’”istruzione” con la “formazione”: forse è da questa confusione che
nascono certe questioni prive di fondamento) dei giovani in Italia, ovvero
nella culla della civiltà occidentale, è evidente che il problema
dell’insegnamento del latino nella scuola superiore non si risolve con le
citazioni dotte, ma con strumenti didattici efficaci, che agiscano soprattutto
sul piano della motivazione degli studenti.
Un
esempio di questo tipo di strumenti sono i volumi della prof. Giulia Colomba Sannia, nella collana Exemplaria
per le Edizioni Simone. I volumi in oggetto pongono soprattutto le esigenze
degli alunni al centro del processo cognitivo, focalizzando l’attenzione su
tutto ciò che è grande ed essenziale, evitando di far disperdere energie ed
interesse sul superfluo.

I
testi offrono agli studenti un volume di piccolo formato, ma accattivante;
mirano a suscitare amore per una lettura che aiuti a capire se stessi e gli
altri; favoriscono gli approfondimenti multidisciplinari,
delineano i passaggi dall’antico al moderno.
La
struttura dei volumi è funzionale al progetto didattico: l’introduzione alla
tematica trattata precede la presentazione degli autori attraverso il paragrafo
Perché leggerlo?, che consiste nella spiegazione, in sintesi, delle
qualità “universali” per le quali quell’autore è
diventato famoso e merita lo studio. Seguono la vita e le opere, che occupano
un piccolo spazio in quanto sono solo funzionali alla migliore ricezione dei
testi.
I
testi prevedono un apparato completo di traduzione a brevi blocchi di testo,
note a carattere morfosintattico, mitologico e
storico-culturale, analisi testuale per cogliere il messaggio dell’autore,
attraverso le strutture formali, stilistiche e letterarie, sia in rapporto ai
generi che alle connessioni intertestuali.

In
rapporto alle recenti normative sull’”Eccellenza”, sono selezionati alcuni
testi corredati di prove di verifica di particolare complessità, perché
studenti particolarmente motivati possano esercitarsi in maniera adeguata.
A
conclusione di ogni percorso didattico i Laboratori, che propongono
prove di verifica delle abilità e delle competenze acquisite sul modello della
tipologia A (Analisi testuale) della prima prova (italiano) all’Esame di Stato,
articolate in comprensione, analisi, approfondimento.
L’analisi richiesta è di tipo morfosintattico
sulle concordanze, sui casi ecc., e semantico, sullo stile e sul
linguaggio.
In
ogni volume è presente la rubrica Incontro tra autori, in cui si
confrontano le versioni di due o più autori su un mito, un tema o un
personaggio storico, “letti” differentemente, secondo le sensibilità, i tempi,
le poetiche.
Paolo Cutolo
1 Nella
sua splendida poesia Solon (Poemi
conviviali) Pascoli immagina, ispirandosi a Eliano, che una compatriota di
Saffo si presenti al vecchio Solone e gli canti due
odi mirabili. Alla fine della seconda Solone dice:
“Ch’io l’impari! e muoia”.